Ruotano molte storie attorno al nome pecorino di fossa più o meno corrispondenti al vero. Pare infatti che il nome non derivi dal luogo di stagionatura “nella fossa” ma bensì dal fatto che molti contadini dell’Appennino tosco-emiliano usavano nascondere i formaggi di pecora sotto terra per proteggerli dai predatori. Formaggi che servivano al loro sostentamento durante l’inverno.

Toma&Tomi ha selezionato il pecorino di fossa di Anna e Renato Brancaleoni che a Roncofreddo portano avanti la tradizione rispettando una sola infossatura all’anno, da luglio a novembre. Vi garantisco che il palato ne viene ampiamente ripagato. Da provare a scaglie sopra ad un piatto di gnocchi di patate conditi con burro artigianale e qualche goccia di aceto balsamico tradizionale di Modena.

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